lunedì, luglio 02, 2007

Smagneto

Nel palmares dei miei record personali ultimamente ho aggiunto un item preoccupante.
Tre carte di credito smagnetizzate in poco più di un mese.
Va bene la prima ... "può capitare", ho pensato.
Quando ho smagnetizzato la seconda carta, richiesta da poco meno di un mese, ho iniziato a preoccuparmi.
Ma quando mi sono fatto prestare da Jessy la sua carta e, la sera dello stesso giorno, ho ricevuto lo stesso messaggio - "carta illegibile, rivolgersi alla propria banca" -, ho capito che qualcosa dentro di me era cambiato. Che ero in grado di sprigionare una forza smagnetizzante in grado di bloccare anche il più forte dei supereroi. E con la consapevolezza di questa nuova forza ho iniziato a ad essere affascinato dal male! Non avvicinatevi a me se state telefonando col vostro apparecchio mobile: vi cadrà la linea (e a meno che non siate utenti Wind la cosa vi preoccuperebbe). Non statemi vicini se possedete carte magnetiche: ne intercetto di qualsiasi tipo, dalla carta punti del supermercato alla tessera della videoteca alla vostra American Express. E le smagnetizzerò solo per il piacere di farlo. Evitatemi. Sono il nuovo antieroe. Sono l'alter ego di uno dei personaggi dei Fantastici 4. Sono SMAGNETO!
Io ho preso le mie precauzioni (sono così cattivo che colpirei anche me stesso) - mi sono rotto di richiedere in continuazione nuove emissioni della mia carta di credito (fastidiosi effetti collaterali del mio essere cattivo). E allora l'ho avvolta in una comune bustina elettrostatica. Un po' fastidiosa quando devo utilizzare la carta, ma niente più costi di riemissione.

martedì, giugno 26, 2007

Greetings from Genova (redux)

In attesa di una trasferta che si preannuncia più lunga e delicata di questa, impegni di lavoro mi hanno portato di nuovo, a poco più di un mese dall'ultima volta, nella città di Colombo e di Beppe Grillo.
Devo dire che non amo particolarmente la città, anche se è da sottolineare che, proprio a causa del lavoro ma anche dell'albergo non proprio "centrale", ho praticato poco il centro e quindi le parti migliori e più caratteristiche della città. Avrei semplicemente dovuto rimanere per uno dei fine settimana, ma le incombenze casalinghe non me lo hanno permesso la volta scorsa e non me lo permetteranno questa volta.
In conclusione: città di ponti, container e vento; questo è, per me e per ora, Genova.

martedì, giugno 12, 2007

My evil avatar

Continua l'esplorazione approfondita del web e continuano le curiosità. Quella di oggi proviene dal sito Gizmoz.com, che consente in pochi intuitivi passi di crearsi degli avatar virtuali e di utilizzarli in svariati modi (registrando clips, realizzando stickers ed immagini...). Molto è lasciato alla creatività personale e al tempo che si ha a disposizione, che come avrete capito, nel mio caso, negli ultimi giorni è molto.
Attualmente le mie creazioni consistono nella nuova immagine della "presentazione" del blog in alto a destra e nel cattivissimo Ame con il capello alla "Sick Boy", il sopracciglio maligno alla Zaccheo (chi è mai costui, potranno dire quelli di voi che non abitano a Latina), gli occhi di ghiaccio alla Clint Eastwood e il pizzetto accennato che vedete qui sotto. Mitico.
A proposito, chi di voi indovina la citazione che ho piazzato sulla bocca di Evil Ame??? Se non riuscite a sentirla bene è perchè dovete stoppare la playlist delle mie canzoni preferite del momento nella parte destra del blog, un altro risultato delle mie recenti esplorazioni elucubrative del web.


lunedì, giugno 11, 2007

Somiglianze

Per ingannare la noia degli ultimi giorni di lavoro mi sono messo alla ricerca di curiosità sul web. Ne ho trovate molte ma oggi voglio parlare del servizio di Face Recognition messo a disposizione, previa registrazione gratuita, dal sito My Heritage.
Ho subito fatto analizzare una mia foto e un primo piano di Jessy, e di seguito i (non troppo...) sorprendenti risultati dell'analisi facciale del sofisticato (?!?) algoritmo su cui si basa il servizio.

Ame's celebrities look-alikes




Jessy's celebrities look-alikes

giovedì, giugno 07, 2007

Come un salmone nel deserto


Ci ho pensato per qualche minuto e poi ho trovato azzeccata questa metafora per rappresentare il mio stato d'animo in questi giorni. Come un salmone nel deserto, senza un arpiglio che serva a farmi ritrovare l'orientamento, lì ad arrostire al sole, boccheggiando e dibattendomi inutilmente per cercare di ritornare ai miei freschi ruscelli o di raggiungere almeno una qualche oasi dove ritrovare un po' di refrigerio. Non è certo la prima volta che mi succede e ne sono sempre uscito fuori, ma stavolta vedo solamente dune di sabbia intorno a me e per di più mi sento mentalmente stanco. Molto stanco.

martedì, maggio 29, 2007

Il mancato preavviso

Martedì 29 maggio 2007 - ore 11.15


Ciao Giovanni,
come va?

Ti scrivo per ringraziarti per i 2147,37 euro lordi che mi sono stati trattenuti nell'ultima busta paga per "mancato preavviso". Dopo quasi 2 anni di "sfruttamento", dopo promesse non mantenute e sottesi inviti a "cercare di meglio" non poteva esserci conclusione migliore.

Saluti,
Americo.



Martedì 29 maggio 2007 - ore 13.04

Ciao, Americo.
Quello del "mancato preavviso" è un calcolo che i sistemi di gestione delle buste paga eseguono in automatico (in assenza di specifiche, diverse indicazioni) per tutti allo stesso modo.
Francamente non mi ricordo di aver discusso e concordato con te qualcosa di diverso né rientra nei miei compiti quello di verificare se questo o quel contratto prevedono o meno il rispetto del preavviso.
Per il resto direi proprio che stai travisando la realtà ma le polemiche a posteriori sono un inutile spreco di energie.
Comunque spero che tu ora sia soddisfatto e sereno.
In bocca al lupo.
Giovanni



Martedì 29 maggio 2007 - ore 15.11

Nessuna polemica sul mancato preavviso: mi premeva solamente far notare all'azienda (scusami se ho scelto te ma sei stata la mia unica interfaccia) che il regalino finale del sistema di gestione delle buste paga non era passato inosservato. Se ci fosse stato qualcosa di "non lecito" lo avrei fatto notare in altri modi.
Nessuna polemica sul rapporto di lavoro intercorso: se è perdurato circa 2 anni la volontà è stata bilaterale (non importa poi quali fossero i reali motivo a sostegno della mia volontà).
Ciò premesso è comunque pretenzioso affermare che io abbia travisato la realtà. Molti episodi lo confermano e molte persone, ipoteticamente, si schiererebbero a sostegno della mia tesi.

Addio,
Americo.

PS. il sistema di gestione deve anche aver omesso, in automatico, di inserire in busta i 7 buoni pasto che mi spettavano per il mese di Febbraio, ma per una cosa così veniale sicuramente lo perdono.

giovedì, maggio 24, 2007

Greetings from Valencia

Breve resoconto dell'altrettanto breve vacanze che io e Jessy abbiamo fatto a Valencia, precisamente dal 1 al 5 di Maggio e di cui vedete alcuni scatti nello slideshow qui sotto.



Le cose sono iniziate male: si perchè in realtà dovevamo partire il 30 Aprile, ma un incidente stradale, una scelta del percorso non proprio strategica (a volerla dire tutta siamo partiti un po' tardi da casa) e il Ryanair delle 19 da Roma Ciampino è partito senza di noi.

Poco male, dice il saggio "mai perdersi d'animo" e, con l'aggiunta di un po' di fondi dalla carta di credito (questo lo dico, anzi lo affermo io, non il saggio) eccoci partire la mattina successiva alle 6.40. Ma la destinazione questa volta è diversa: non più Valencia ma Girona.

A Girona ci aspetta una fiammante Toyota Aygo che ha l'importante compito di portarci a Valencia. Ed eccoci "on the road" per le strade della Costa Brava. Immancabile, vista la "vicinanza", una sosta a Barcellona, dove avremmo voluto fermarci anche per pranzo. Ma la sfiga ancora ci perseguita e, trovato parcheggio, sulla città si scatena un temporale di intensità non indifferente. Aspettiamo un po' ma il persistere del temporale ci suggerisce di proseguire alla volta di Valencia. E invece di pranzare sulla Rambla pranziamo in un (non economicissimo) autogrill.

Ora, la sera prima a Ciampino, sulla cartina della Spagna, Barcellona e Valencia non mi erano sembrate poi così lontane. E invece i suoi bei 350 km di distanza ci sono tutti, e se a questi ci aggiungiamo i 90 km che dividono Girona da Barcellona è ben facile capire come la gran parte della prima giornata di vacanza sia stata fondamentalmente "on the road".

Alle 16 siamo a Valencia: bagagli in albergo, Aygo restituita all'Europcar, ed eccoci in metro alla volta del centro della città dove passiamo il resto della giornata.

Il giorno successivo, dopo un abbondante colazione (che sarà una piacevole costante anche nelle mattine successive), partiamo alla volta della Ciudad de las Artes y las Ciencias. In metro fino al Ponte Calatrava (quella sorta di ponte a forma di pettine che potete vedere nello slideshow) e da qui, a piedi, una lunga passeggiata nel letto del Turia (tra giardini, fontane, parchi e Gulliver) fino ad arrivare a destinazione. E quale meraviglia nell'ammirare le avveneristiche costruzioni della Ciudad! La prima impressione che ho avuto è stata di trovarmi di fronte ad una sorta di Valle dei Templi del futuro. Il Palau de les Arts, l'Hemisfèric, il Museo de las Ciencias, l'Umbracle.... Lo stupore lascia spazio alla volontà di approfondire la visita: biglietto unico per tutte le strutture - su due giorni e, per il primo giorno, visita al museo delle scienze e proiezione su schermo "a tutto tondo" nell'Hemisfèric (in rigorosa lingua catalana; ti danno delle avveneristiche cuffie dove puoi sentire la traduzione in inglese ma, stante l'elevato volume esterno, sono risultate inutili).
Il giorno successivo è la volta dell'Oceanogràfic (l'unica struttura che era sfuggita alla visione d'insieme del giorno precedente), la cui visita ci impegna quasi l'intera giornata.

E' il penultimo giorno di vacanze ed è il turno del porto di Valencia e dell'America's Cup. Giunti davanti all'entrata, già pregustavo le migliaia di foto che avrei scattato all'interno. Ma la sfiga è tornata ad occuparsi di noi ed ecco che, al primo scatto ancora all'esterno dell'area della competizione, la fotocamera compie un doppio giro della morte e si schianta rumorosamente sul marciapiede. Scontato dire che la caduta ha causato la rottura. Stavamo entrando all'interno del porto ma ci sembrava di entrare dentro una chiesa per assistere a un funerale. E tutta la visita, sebbene interessante, è all'insegna di questo stato d'animo.

Ma il saggio insiste, "mai perdersi d'animo", e così passiamo l'ultimo giorno a nostra disposizione in giro per la città e gli innumerevoli giardini che la colorano fino all'ultimo minuto disponibile per non arrivare tardi all'aereoporto e non perdere il volo del ritorno!

martedì, maggio 22, 2007

All dogs go to heaven

Lilla (1991 - May 22, 2007)