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domenica, febbraio 13, 2011

148 giorni

Sono i giorni di distanza dall'ultimo post. Quasi cinque mesi di silenzio che ai pochi followers avranno fatto pensare a un definitivo abbandono del mio blog-diario. E invece no: sollecitato da Jessy (secondo la quale "quando scrivo mi lascio andare di più rispetto a quando parlo), riprendo la "penna" in mano e riprendo a scrivere. Non che avessi deciso spontaneamente di abbandonare le pagine del blog, ma si sa che nel normale procedere della vita alcune cose che prima erano in secondo o terzo piano acquistano importanza ed alcune che prima erano in testa passano nel dimenticatoio; succede con i passatempi, con i programmi in tv e con i sentimenti. Ma le cose importanti alla fine ritornano sempre.
E dire che, nel tempo trascorso, di avvenimenti che avrebbero potuto ispirarmi nella scrittura ce ne sono stati - nella mia vita e non. E già ce ne erano quel lontano 18 settembre in cui scrissi l'ultimo post, che forse avevo tenuto da parte per un post successivo; post che arriva soltanto ora, 148 giorni dopo. Proviamo a fare un po' di ordine, prima di tutto nella mia vita:
  • la prima cosa che noto è che adesso scrivo completamente senza guardare la tastiera (eccezion fatta per le lettere accentate, ma solo perchè sto scrivendo su una tastiera con layout anglo-sassone), cosa che fino a poco tempo fa non mi riusciva di fare completamente;
  • per delimitare la situazione, oltre che nel tempo, anche nello spazio, diciamo subito che sto scrivendo da una piccola ma graziosa camera di un centralissimo hotel di (greetings from...) Bruges, nella quale mi trovo a causa dell'ennesima trasferta di lavoro in Belgio, sebbene nelle precedenti occasioni non avevo mai lavorato nel nord del paese. Sono arrivato lunedì scorso e, dopo 3 giorni e mezzo passati a Mons (meta classica delle mie trasferte belghe), mi sono trasferito - a bordo della fiammante Peugeot 107 assegnatami all'aeroporto di Bruxelles (che riesce a malapena a contenere me e le due valigie al mio seguito) - qui a Bruges dove passerò anche i prossimi 5 giorni prima del rientro in Italia.
  • il weekend che sta volgendo al termine, senza farmi intimorire dalla situazione di solitudine nella quale mi trovo, l'ho trascorso passando un intenso sabato ad Amsterdam (tre ore di auto per raggiungerla ma ne é valsa la pena), ed approfondendo l'esplorazione di Bruges (che già avevo visitato con Jessy nel settembre del 2008) e delle zone circostanti. Tante le foto scattate alle quali dedicherò un paio di slideshow nei successivi post.
  • avevo scritto il post precedente di ritorno da due settimane trascorse, tra il lavoro e la dolce compagnia di Jessy, nella rilassante atmosfera delle campagne costiere dell'alto lazio. E già scrivevo di una nuova preventivata trasferta in Pakistan, trasferta che c'è ovviamente stata e che ha rappresentato la degna conclusione (almeno per quel che riguardava i nostri obiettivi) degli sforzi profusi nel luglio precedente. Anche a questa esperienza vorrei dare un po' di spazio con un altro flashback nei prossimi post, insieme a un lungo slideshow di foto della straordinaria esperienza - foto che devo ancora riordinare ed organizzare (a proposito di cose che passano in secondo piano...);
  • e poi ci sono gli avvenimenti più importanti, quelli che si apprestano a cambiare la mia vita profondamente e quelli che hanno già avviato il processo di cambiamento. Ma andiamo per ordine, nel giro di pochi giorni renderò giustizia ai mesi tralasciati e metterò "nero su bianco" (anzi, vista la scelta cromatica del blog, "bianco su nero") tutto.
Per ora, e per evitare il post chilometrico, chiudo qui.

sabato, settembre 18, 2010

Interludio



Dopo un agosto tranquillo e casalingo, settembre ha portato nuovi impegni lavorativi in trasferta.

Ecco così che le ultime 2 settimane le ho trascorse nell'alto lazio, in quel tratto costiero compreso tra Santa Marinella e Tarquinia che, nonostante la vicinanza, non avevo mai avuto modo di perlustrare. L'occasione è stata quindi propizia per unire il diletto all' impegno professionale. La foto in alto, tramonto a Santa Marinella, è un'estratto degli ultimi approfondimenti fatti nel campo della fotografia digitale ed applicati proprio in questi giorni.

Il tempo di rientrare a casa per il weekend ed è già tempo di ripartire, per una nuova avventura che mi porterà prima a Genova e poi di nuovo in Pakistan per una nuova stagione della serie "cronache pakistane".

Location : Via Lucania, 6-28, 04100 Latina LT,
Posted via Blogaway

lunedì, aprile 19, 2010

Eppur ci vedo

Non soffrivo di una miopia grave; un paio di diottrie per occhio, più un debole difetto di astigmatismo. Ma comunque la cosa mi costringeva all'utilizzo di occhiali o lenti a contatto; e con la mia epocale tendenza alla distrazione e la mia congenita pigrizia non vi dico quanti occhiali abbia perso o rotto e quanto mi pesasse procedere alla pulizia delle lentine (che infatti spesso non pulivo). Da qui la decisione di procedere a un intervento correttivo di chirurgia refrattiva (comunemente chiamato intervento laser), a cui mi sono sottoposto, allegerendomi di ben 800 euri, lo scorso 9 Aprile a Siena.
Intervento a cui mi sono avvicinato con una certa apprensione: va bene che l'intervento è ormai considerato poco più di un'ordinaria prassi ma l'idea di sparaflasharmi un laser nell'occhio e la paura dell'errore irreversibile gettavano su di me un ombra di preoccupazione. Ed anche i giorni successivi all'intervento ti lasciano quel senso di inquietudine perchè non hai segnali che indichino la buona riuscita dell'intervento (e questo anche e nonostante la conferma di buona riuscita nella visita di controllo effettuata 4 giorni dopo): si vede sfocato e si sentono gli occhi pesanti. Ora che sono passati 10 giorni inizio a "vedere" concretamente i risultati dell'intervento. Eh si, la mattina mi sveglio e senza bisogno di fare altro vedo concretamente gli oggetti intorno a me e leggo l'orario dal display dello stereo, e la sensazione è decisamente gradevole. Ora c'è solo da sperare che la cosa duri e che non intercorrano altri problemi a perturbare la mia situazione oculistica.

mercoledì, gennaio 27, 2010

Greetings from Bergen

Strani animali nei pressi di Les Grands Prés.

Il titolo è un astuto stratagemma per mandarvi i saluti da una destinazione che sembrerebbe nuova, ma che in realtà non lo è. E' bastato usare il nome fiammingo invece di quello vallone (cose su cui si può giocare quando ci si trova in Belgio). E il nome vallone è Mons. Sono infatti di nuovo nella piacevole cittadina belga (già per la seconda volta in questo 2010), e questo a riprova del fatto che un nuovo anno è iniziato ma all'insegna della continuità con il precedente.

Riuscirò in questo 2010 a battere i 69 decolli (come da certosino conteggio effettuato a fine anno) effettuati nel 2009?
Come si suol dire in questo caso ... ai posteri l'ardua sentenza!

Intanto, l'ultimo post prima di questo è datato 1 Dicembre 2009 a testimonianza del mio solitario weekend a Copenhagen. Una lunga assenza dalle pagine del mio blog, che vorrei però parzialmente colmare, con i prossimi post, con qualche flashback.
C'è infatti un altro weekend passato nella capitale danese di cui lasciare testimonianza, questa volta in compagnia di Jessy e per questo molto più entusiasmante e con tante foto tra cui scegliere.

Poi un altro anno è finito nel calore degli affetti familiari (qualcuno, ahimè, escluso) e un ulteriore anno è iniziato, e ha lasciato subito la sua nefasta impronta scagliandosi ancora una volta contro la salute del mio povero papà, che però ancora una volta ha ben incassato il colpo e sta per rimettersi in piedi!

Forza papà!!!!!!!!!

sabato, settembre 26, 2009

Fast Forward

E' passato praticamente un mese da quando le nostre avventure centauresche estive sono finite. Un mese durante il quale non è accaduto nulla di entusiasmante nella mia vita se non il solito alternarsi delle avventure lavorative in trasferta. Se così, dopo solo pochi giorni dal rientro, ho fatto una delle solite sortite che si concludono in giornata a Genova, le due settimane successive le ho spese a Cesano di Roma (100 km da casa) e da due giorni sono tornato ad Ankara, dove passerò questo weekend e le prossime 2 settimane. E il calendario degli impegni futuri è già fitto di destinazioni più o meno nuove per me. Intanto mi ritrovo alle soglie di un nuovo cambiamento di azienda che non rappresenterà alcun cambiamento pratico di lavoro, mentre continuo a cercare una via d'uscita all'intricato labirinto di vicende personali e professionali che mi si è costruito intorno negli ultimi 2 anni. Ma come ogni labirinto che si rispetti, dopo aver percorso un buon tratto di strada finisci per ritrovarti in un vicolo cieco o per ripassare per lo stesso identico incrocio in cui sei già transitato. Ma confido che, allo stesso modo, come ogni gioco che si rispetti alla fine si arrivi alla soluzione; certo che conoscere già la fine sarebbe un aiuto che utilizzerei volentieri, partire dall'uscita per risalire a ritroso la strada fino alla mia attuale situazione. Ma la chiaroveggenza è un dono che non mi appartiene.

venerdì, luglio 24, 2009

Goodbye Bucuresti

Scrivo dall'aeroporto internazionale Otopeni di Bucarest, in attesa di prendere il volo che mi riporterà a casa. Anche questa trasferta è arrivata alla fine e, a parte lo scontato successo dell'operazione, mi ha lasciato piuttosto indifferente e con una forte sensazione di insoddisfazione. Forse l'approssimarsi delle vacanze estive ha un certo peso, ma la convinzione è che il ruolo che ricopro attualmente dal punto di vista lavorativo inizi a starmi stretto (anzi, mi stia sempre più stretto). Non è insofferenza per l'attuale condizione di lavoratore con la valigia, non è il viaggiare in sè stesso che mi ha stancato; certo fare settimane di trasferta lontano da casa e in solitudine (la mancanze del team) non è piacevole ma in un modo o nell'altro si sopravvive. E' piuttosto l'insoddisfazione per il tipo di attività lavorativa, l'insufficienza di stimoli professionali che inizia a pesare. E i miei tentativi di portare alla luce la situazione a chi di competenza si sono rilevati al momento infruttuosi: sembro itrinsecamente ammanettato al mio ruolo senza possibilità di divincolarmi.

Intanto, prima delle vacanze estive, mi attendono altre due settimane di lavoro, nella tranquillità del mio ufficio in "the beautiful Pomizzia". Cosa che spero si confermi, perchè generalmente ogni anno nasce l'impegno dell'ultimo minuto proprio a ridosso delle vacanze e che, per un motivo o per un altro, finisco per accettare. E' andata così 2 anni fa con il Bangladesh (necessità di mettermi in luce), è andata così l'anno scorso con Santo Domingo (opportunità di concatenare i giorni di lavoro con una bella vacanza caraibica). E quest'anno? Faccio gli spergiuri.

venerdì, luglio 17, 2009

The Killers, Franz Ferdinand & White Lies live in Roma

Era descritto come il vero evento live dell'estate romana. Io, Jessy e Vale avevamo i biglietti già da tempo e così, essendo riuscito a preservare la data dagli attacchi del mio capo (in realtà ho rimandato la partenza per Bucarest, da dove scrivo stasera, di qualche giorno) nel primo pomeriggio di martedì ci muoviamo da Latina per raggiungere l'ippodromo delle Capannelle, luogo dell'evento e, ritirati i biglietti, ci mettiamo pazientemente in fila sotto il sole cocente per entrare in arena.
Alle 19.40 circa lo spettacolo inizia, e sul palcono salgono i White Lies, il giovane gruppo inglese ancora poco noto in Italia e che io ero già arrivato a conoscere in Estonia grazie a MTV2, che a Febbraio mandava in rotazione pesante To Lose My Life e Farewell To The Fairground, i primi 2 singoli dal loro primo album. Il repertorio della band, ovviamente, non è così ampio, ma tengono lo stage per una buona ora accompagnando la platea nel crepuscolo romano. Il sound ha una base potente, e ricorda molto un certo tipo di pop anni ottanta come quello dei Joy Division e dei primi Cure. Che le lyrics non brillino di felicità si percepisce dai titoli delle canzoni, ma ben si accompagnano con la musica. In conclusione, una prima ora piacevole.
Dopo mezzora di operazioni tecniche sul palco finalmente entrano i Franz Ferdinand, e immediatamente infiammano il pubblico con uno dei loro cavalli di battaglia, This Fire. La scaletta prosegue alternando canzoni dal loro ultimo album con canzoni di repertorio (No You Girls, Walk Away, Bite Hard, Auf Achse, Michael...). La prima parte della loro esibizione si conclude con la canzone 40 ft e un finale percussionistico nel quale tutti i componenti si riuniscono presso la batteria e picchiano come forsennati sui vari tamburi. Coinvolgente. Al loro rientro c'è ancora spazio per una manciata di canzoni e per una degna conclusione con la canzone Lucid Dreams, con tanto di finale techno-acid durante il quale i componenti lasciano, uno ad uno, il palco, per poi rientrare e godersi il guadagnato tributo di applausi. Una grande esibizione, quella dei Franz Ferdinand.
L'allestimento del palco per gli headliners della serata occupa tre quarti d'ora, durante il quale il palco cambia radicalmente fisionomia. Finalmente i The Killers entrano sul palco e, quasi a voler confermare che sono loro la maggiore attrazione della serata e a voler far subito dimenticare al pubblico la fantastica esibizione dei Ferdinand, iniziano il loro show affermando "Siamo i Killers e questa notte siamo tutti vostri" e suonando Human, quella che è ormai la loro canzone più celebre. E già la terza canzone è Somebody Told Me, il singolo che li ha resi famosi ormai 5 anni fa. Con un inizio così il risultato è raggiunto ... il pubblico è tutto per loro. La scaletta del concerto prosegue alla grande anche se a mio avviso i diffusori sono spinti troppo a saturazione e ciò va a discapito della qualità audio sebbene l'esecuzione strumentale della band sembri perfetta. Belle in particolare le esecuzioni di I Can't Stay, For Reasons Unknown, Smile Like You Mean It, Spaceman, Mr Brightside e All The Things That I Have Done (queste ultime due trasformano l'ippodromo delle Capannelle in una bolgia). Da favola il finale, dopo una breve pausa: inizia con Bones, prosegue con Jenny Was A Friend Of Mine e conclude il concerto con When You Were Young. Ce ne andiamo con le orecchie doloranti, poca voce in gola e abbastanza sudati, ma visibilmente soddisfatti. Un gran concerto.

giovedì, giugno 18, 2009

Trailer (from the Baltic sea)

Poche parole, quelle che il tempo mi concede, per riassumere gli avvenimenti delle ultime settimane ed anticipare ciò di cui scriverò più dettagliatamente nei prossimi giorni.
Vi scrivo dalla Polonia, in particolare dalla città di Gdynia, direttamente affacciata sul mar Baltico e a pochi chilometri dalla più famosa Gdansk (Danzica). Sarà una permanenza lampo: sono infatti arrivato ieri sera e ripartirò oggi pomeriggio.

Dopo essere ritornato dalla Turchia e dopo una manciata di giorni spesi a casa, le esigenze lavorative mi hanno portato negli Emirati Arabi, paese di sole, sabbia, mare ed eccessi (edili e non). Permanenza che è durata circa 20 giorni e che, nella seconda metà, è trascorsa in parziale compagnia con Jessy, che ancora una volta ha preso il suo bagaglio e mi ha raggiunto nel disperato tentativo di passare più tempo con me :-)
Di cose da raccontare e di foto da mostrare ce ne sono molte ... "Ame d'Arabia", prossimamente su questi schermi.


Intanto anche l'avventura araba è finita e, dopo ben 2 giorni spesi nel posto che chiamo casa, eccomi di nuovo ripartire questa volta per i freddi mari del nord europa e per un impegno lavorativo totalmente diverso in fatti e durata rispetto a quelli a cui sono abituato. In questo caso di cose da raccontare ce ne saranno ben poche, ma potrebbe essere il preludio a future lunghe avventure in terra polacca. A presto.

mercoledì, maggio 13, 2009

Dagli Alpini all'Anatolia



La parafrasi del famoso racconto contenuto nel libro Cuore ben riassume gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Tornato a casa sabato mattina, dopo essermi alzato alle 3.30 di notte per prendere l'aereo, ho cercato di sfruttare al meglio la breve permanenza tra le mura domestiche. Latina era, in quei giorni, invasa da una moltitudine di pacifici e festanti Alpini, riunitisi in città per la loro 82a Adunata Nazionale; e la cosa ha rappresentato un piacevole diversivo alle altrimenti monotone giornate e serate cittadine. La sera ci siamo immersi per le strade del centro affollate di cappelli pennuti, a suon di birre e panini con salsicce, mentre domenica abbiamo assistito all'infinita parata di uomini, mezzi e animali che ha animato il corso principale della città. Sono stati inoltre giorni di riposo (poco, in realtà), di intimità di coppia (wow), di giri in moto (finalmente), anche di lavoro (putrtoppo). E c'è stata persino la prima puntata che vede Jessy di fronte alla "giustizia" italiana: una falsa partenza, ma vi rimando a uno dei post che seguirà nei prossimi giorni per approfondimenti.

E' mercoledì mattina, e sono seduto in prossimità del gate C20 dell'aeroporto di Fiumicino, in attesa della partenza del volo per Istanbul. Come già accaduto, mi rimangono questi momenti di attesa ai gate per fermarmi a riflettere su questa vita che scorre veloce. Dagli auricolari collegati al mio N95 scorrono le note di "Everything Will Be Alright" dei Killers. Di fronte a me una giovane mamma dall'aria stanca vigila sulle sue 2 graziose bimbe (probabilmente gemelle) che giocano a rincorrere un piccione evidentemente turbato dall'ambiente in cui si trova. Brandon Flowers continua a ripetere la frase "everything will be alright" e la mia mente va a tutto ciò che nella mia e nella nostra vita non è per niente "alright". Nel frattempo la giovane mamma si addormenta e le sue 2 bimbe, trovatesi sole, decidono di imitare la mamma, assumendo una posizione a dir poco curiosa e simpatica.

E' una scena la cui incredibile semplicità e bellezza fa quasi venire le lacrime agli occhi. E' ora di imbarcarsi ma, prima di turbare il fenomenale quadretto svegliando la mamma, più di qualche persona seduta nelle vicinanze (me compreso) non resiste allo scattare una foto al sopito trio (vedi sotto il mio scatto, anche se l'angolazione non è delle migliori).

Mi dirigo verso il velivolo parlando al telefono con Jessy, alle prese con l'ennesimo grattacapo informatico, e penso che in fondo è proprio vero: la bellezza salverà il mondo!

lunedì, aprile 13, 2009

Nubi

Ore 19:40 - Aeroporto di Roma Fiumicino; 30 minuti prima della partenza del volo per Genova.

Preso da subitanea ispirazione accendo il notebook e mi metto a scrivere su un file di testo il post che pubblicherò questa sera dalla città ligure.

Alcuni accadimenti dell'ultimo mese hanno fatto partire, come la miccia di un congegno esplosivo, una serie di riflessioni sul recente passato, il presente e il prossimo futuro. Accadimenti che hanno leso la mia convinta sensazione di essere giovane (dall'alto o dal basso dei miei 33 anni), hanno creato dilemmi circa la solidità del mio rapporto e hanno suscitato perplessità sulle mie scelte e vicissitudini professionali.

Le prime 2 questioni sono intrinsecamente legate e potrebbero scaturire da un recente periodo di scarsa forma fisica (in realtà, me lo auguro). Eppure poco più di 2 settimane fa avevo avuto modo di pensare che proprio la forma fisica fosse a livelli più che soddisfacenti, dopo 2 settimane di regolari allenamenti in palestra. Ma l'ultima trasferta in Estonia mi ha costretto ad interrompere tale regolarità e questa ennesima gita a Genova prolungherà l'interruzione di un'ulteriore settimana; e forse già la settimana prossima mi attendono altre destinazioni e, dal lato fitness, "bonanotte ar secchio". Che questa interruzione sia la causa dell'attuale stress fisico fisico? E quell'accenno di alopecia areata che macchia la mia incolta barba, è un ulteriore segnale di stress, questa volta a livello psichico? Si direbbe di si e la cosa mi sorprende, perchè se c'era una cosa di cui mi potevo vantare era di riuscire a sopportare i carichi psicologici in maniera eccellente, riuscendo a non farmi mai coinvolgere pienamente e a lasciarmi scivolare sopra i fatti negativi. Pensandoci mi sembra che sia ancora così ma, forse, questi segni indicano il contrario

Ore 22:45 - Genova; dalla stanza di albergo

Arrivato a Genova e in albergo, finisco di scrivere il post parlando del terzo punto. L'eventualità di un nuovo lavoro, molto remunerativo nonchè promettente dal punto di vista della carriera, è andato in fumo con la seguente motivazione: nonostante la mia indubbia preparazione tecnica circa gli argomenti, sono stato giudicato "non-compliant" dall'azienda che aveva indetto il bando di gara per insufficienti competenze riguardo l'utilizzo di tool di project management. La cosa è stata motivo di delusione e di rabbia, perchè se mi confronto con le figure di project manager che mi hanno circondato e mi circondano nel mio attuale lavoro penso sinceramente che non abbiano nulla da insegnarmi. E, sebbene cercassero probabilmente una persona già formata su tali argomenti, mi sento comunque denigrato nell'essere stato considerato non in grado di imparare ad utilizzare tali "tool".
La vicenda è stata motivo per rimettere in discussione la mia intera carriera professionale: i 3 anni passati (sprecati) in Marina, in un mondo a cui sentivo di non appartenere, i 4 anni successivi, che mi hanno portato a raddoppiare il mio compenso annuo lordo (sì che la cifra di partenza era veramente misera...). Risultato che, in se, sembra più che positivo; ma poi mi chiedo se davvero valga la pena di sbattermi da una parte all'altra del mondo, come attualmente faccio, per 1600 euri al mese più i rimborsi spese. Rimborsi a parte, la cifra andrebbe bene per starmene 40 ore a settimana in "the beautiful Pomezia"; ma in queste condizioni, e nonostante continui a considerare il fatto di girare il mondo per lavoro un privilegio (ma per quanto tempo ancora?), inizia a non starmi più bene. E' ora di cambiare.

P.S. la foto è stata scattata, di nascosto, l'8 febbraio scorso in volo da Roma a Francoforte mentre sorvoliamo le Alpi innevate.

mercoledì, aprile 08, 2009

Schegge, pensieri e macerie

E' passato un mese esatto da quando ho scritto l'ultimo post; un mese e mi trovo ancora (anzi, di nuovo) a Tallinn. Non che sia rimasto tutto il tempo qui: anzi in un mese ce ne sono stati di avvenimenti .... schegge impazzite di una vita sempre più intensa in un mondo sempre più strano.
  • nelle due settimane successive al mio rientro dall'Estonia (13 marzo), ho alternato giornate di faccende casalinghe e visite mediche a giornate di lavoro vicino casa a una trasferta di 3 giorni in terra genovese. In casa ho cercato di migliorare la ricezione del segnale televisivo (in particolare RaiUno) ma ho finito per disturbare la ricezione del vicino installando un'antenna troppo "invasiva". Le soluzioni rimangono quella di accordarsi col vicino per centralizzare il palco antenne, quella di installare un sistema satellitare o quello di attendere il definitivo spegnimento dell'analogico in favore del digitale terrestre (cosa che, per il Lazio, è prevista per fine anno). Sarà anche una tecnologia morta, come la definisce Grillo, ma i suoi vantaggi in termini di qualità e affidabilità sono innegabili.
  • verso la fine della seconda di queste settimane (siamo a fine marzo), è sorto un impegno di lavoro breve (il solo lunedì mattina) proprio in quell'Aquila distrutta, esattamente una settimana dopo, da un terremoto devastante che ha fatto più di 200 vittime. Impegno che ha permesso a me e Jessy di passare un tranquillo weekend nella tranquilla cittadina abruzzese. Ricordo di aver letto, nelle locandine delle edicole, di lievi scosse sismiche rilevate nei giorni precedenti. Questo, unito alla vicenda di quel Giampaolo Giuliani che avrebbe previsto il sisma (anche se la cosa mi trova piuttosto scettico), mi da da pensare sul fatto che la tragedia fosse o meno prevedibile. Certo che, anche se la scossa era nell'aria, cosa avrebbero dovuto fare i cari cittadini abruzzesi? Trasferirsi in massa in zone meno a rischio in attesa di qualcosa che non si sa quando e come sarebbe arrivata? Con i terremoti ci si convive, lo fanno in California e lo fanno in Giappone. Occorre solo arrivare preparati agli eventi ... cosa che in questa Italia con le pezze al culo è fuori dal pensabile.
  • il 6 aprile, giorno del primo terremoto, già mi trovavo a Tallinn per questa che dovrebbe essere l'ultima settimana di impegno professionale in terra estone. Settimana che, a causa di un giorno di festività non previsto, finirà un giorno prima; sono quindi alla vigilia del mio rientro a casa, pronto a passare la pasqua nel più classico dei modi. Ma già la sera del lunedì di pasquetta si ripartirà; destinazione: di nuovo Genova.
P.S. la foto è tratta da www.guardian.co.uk, dove ogni tanto mi diletto a leggere cosa si dice all'estero del nostro malandato paese: significativo a riguardo questo articolo

lunedì, marzo 02, 2009

Videotape

Ne scrivevo nel post di ieri e sento l'impellente bisogno di pubblicarne un video oggi. Magari a qualcuno piace (non certo a Jessy....)


When I'm at the pearly gates
This'll be on - my videotape
My videotape

Mephistopheles is just beneath
And he's reaching up to grab me

This is one for the good days
And I have it all here
In red, blue, green
In red, blue, green

You are my center
When I spin away
Out of control - on videotape
On videotape
On videotape
On videotape
On videotape

This is my way of saying goodbye
Because I can't do it face to face
So I'm talking to you after it's too late
From my videotape

No matter what happens now
I won't be afraid
Because I know today has been
The most perfect day I've ever seen

domenica, marzo 01, 2009

Man in a suitcase (back in Tallinn)

Dopo 2 settimane in cui ho sì giocato in casa, ma in maniera talmente intensa da non avere uno scampolo di tempo per dedicarmi alla tana, sono tornato in terra estone per altre 2 settimane di lavoro "out of office". Torno in un periodo in cui sono nell'aria potenziali cambiamenti nella mia vita, che potrebbero tra l'altro dare un taglio a questo mio essere viaggiatore non convenzionale. E' forse questo stato che mi ha fatto arrivare oggi, a Tallinn, con una serie di riflessioni su quello che è e quello che sarà, riflessioni che mi hanno mantenuto impegnato per tutto il viaggio. E mentre nelle cuffie scorrevano le note di "Videotape" dei Radiohead, che con la loro incantevole bellezza amplificavano l'intensità di ogni singolo pensiero, un curioso rimbalzo mi porta con la mente all'allegra canzone dei Police che ha ispirato il titolo di questo post e che vorrei riportare in chiusura se non fosse che da Deezer è sparita la possibilità di inserire il player per singole canzoni; torniamo quindi al caro vecchio "link".

sabato, dicembre 06, 2008

Napoli that's amore

In occasione della fine della terza settimana partenopea, invece del solito rientro a casa con carico obbligatorio di sfogliatelle, mostaccioli, roccocò e mozzarelle di bufala, si attua un cambio di programma che prevede la discesa a Napoli di Jessy per un fine settimana da turisti. Il venerdì pomeriggio, ventoso e a tratti piovoso, lo spendiamo per il più classico dei giri turistici nel centro del capoluogo campano: Piazza del Plebiscito (vedi foto sopra), via di Chiaia e via Toledo, i vicoli di Spaccanapoli con l'immancabile via San Gregorio Armeno (nota come la via dei presepi). Obbligatoria, in quanto non avevo ancora avuto la possibilità di farlo, la visita alla Cappella di San Severo, per ammirare quella statua del Cristo Velato di cui tanto avevo sentito parlare: e si tratta proprio di "rapita ammirazione", che si prolunga per svariati minuti; una visita che consiglio a tutti nonostante l'esoso prezzo di ingresso (6 euri).
Per la serata c'è in programma la trasferta in quel di Avellino per una sana mangiata dai Fratelli Speciale, nel ricordo dei numerosi spuccellamenti avuti durante la mia ultima trasferta di lavoro in terra irpina: e Carmine non delude le attese, propinandoci una cena semplicemente squi-si-ta. Il ritorno a Napoli, a causa del litro di vino bevuto e del maltempo incontrato per strada, è affare veramente difficile ma riesco a portare la cosa in porto.
Il sabato prevede la visita alla reggia di Capodimonte, altro tassello mancante nelle mie precedenti visite turistiche a Napoli. Raggiungere la reggia passando per il centro non è stata scelta azzeccata, e spendiamo più di mezzora praticamente fermi nel traffico a Piazza Dante. Finita la visita pensiamo di ridirigerci verso casa, ma non prima di aver pranzato e di aver fatto sosta presso la pasticceria SanDomingo di Bagnoli dove, invece del solito carico di sfogliatelle, acquistiamo una torta. Domani, infatti, si festeggia il mitico compleanno della mia cara Jessy.

venerdì, ottobre 17, 2008

Il centauro che è in me

Riprendo in mano il blog dopo una settimana per tornare indietro proprio di una settimana e documentare il mio sabato in giro per le strade laziali, in compagnia di Jessy e a cavallo della mia Hornet...
Partiamo da Latina con l'obiettivo di raggiungere Rieti, lungo un itinerario non meglio pianificato ma che prevede inizialmente di muoversi in direzione di Valmontone; passiamo così, su strade più o meno coinvolgenti dal punto di vista motociclistico, per Cori, Giulianello, Artena ... e così via lungo l'itinerario che ho pazientemente tracciato su Google Earth e che vedete nello snapshot di chiusura. Raggiunta Valmontone ci muoviamo in direzione di Tivoli, dove ci fermiamo nei pressi di Villa d'Este per sgranchire un po' le membra, e quindi della statale Salaria, lungo un percorso vorticoso che passa per Palombara Sabina, che vedete immortalata nella foto di apertura. Quando raggiungiamo la Salaria siamo a metà strada tra Roma e Rieti, e vista l'ora e il nostro livello di stanchezza decidiamo di girare verso la capitale e avviarci sulla via del ritorno; passiamo dalla Salaria alla Nomentana e raggiungiamo il GRA, dove in un baleno raggiungiamo l'Anagnina e usciamo in direzione Grottaferrata. Siamo ormai vicini a casa, ma prima è d'obbligo una sosta per un ricco panino con la porchetta sulle pendici del Lago di Albano.

Quando arriviamo a casa i km segnati dal tachimetro sono più di 230, e incorniciano una giornata su due ruote soleggiata, piacevole e stancante.

venerdì, luglio 18, 2008

Vecchie Glorie vs. Giovani Leoni

Non è il pretesto per pubblicare la mia ennesima photoshoppata di questo periodo, ma il modo di parlare du una mitica partita di calciotto (in realtà, 7 contro 7); che si è svolta ieri; mitica perchè è stata l'occasione per riunire quella temibile squadra che dalla metà degli anni 90 a tutto il 2002 (e anche oltre, ma io a quel punto avevo già abbandonato) ha dominato lo scenario delle partitetelle amatoriali dell'intera provincia pontina. In realtà dello storico nucleo iniziale erano presenti solo il sottoscritto (nome in codice "Ciccio", portiere dall'inaspettata agilità e comprovata affidabilità), il mitico "Muflone", instancabile fluidificante di fascia, e l'inossidabile e insostituibile difensore centrale "Ribez"; a completare la squadra il mitico bomber "Checco", lo psicopatico "Pippo" (anche loro da annoverarsi tra quelli della "vecchia guardia"), lo snodato "Tarantella" e due new entry.

Gli avversari, tutti pressochè ventenni, cercano di imporre fin dall'inizio il loro ritmo, ma per la prima mezzora di gioco la differenza di età (essendo noi tutti più che trentenni) quasi non si apprezza; tanto che le Vecchie Glorie si portano su un meritato 2-0. Ma, come era prevedibile, gli equilibri della partita iniziano presto a pendere verso la squadra dei Giovani Leoni, che mi infilano per 5 volte consecutivamente; le Vecchie Glorie non ci stanno e tentano ripetutamente di riacciuffare la partita: ma i loro sforzi produrranno solo un paio di legni e un gol (anche se un clamoroso gol di testa mancato dal Muflone poteva riaprire definitivamente il match). Il risultato finale è: "Vecchie Glorie: 3 - Giovani Leoni: 5".

Cosa dire della partita: che è stato un piacere reincontrarsi, che è stata un emozione tirare di nuovo fuori dal cassetto e dalla polvere maglia e guantoni; i miei riflessi non sono sembrati appannati come potevo pensare, ma la mia agilità nel tuffarsi e la mia abilità nell'abbrancare in presa o respingere accuratamente sono lontane dai tempi migliori; per tutta la partita mi sono sentito un po' come il mattoncino di Arkanoid che continuava a spostarsi a destra e a manca per respingere palle che, a volte, inevitabilmente, finivano tra i piedi degli avversari che potevano insaccare indisturbati. Alla fine della partita riporto diverse ammaccature, lividi ed abrasioni. Il Ribez e Checco sono sempre quelli di una volta (e questa è una nota positiva), anche Pippo (e questa è una nota tutt'altro che positiva), mentre la coppia Muflone-Tarantella non fa rimpiangere i proverbiali diverbi dei tempi lontani tra il Muflone (sempre lui) e "Shunsuke Diggerio". Definitivamente da riprovare!

giovedì, luglio 17, 2008

Una giornata particolare

  • Tornare a casa alle 18 dal lavoro, prendere la bici e dirigersi verso il mare (a quasi 13 km di distanza);
  • tuffarsi "quasi direttamente" dalla bici in acqua;
  • restare "a mollo" nelle tiepide ma increspate acque serali;
  • uscire ed asciugarsi al tiepido sole serale in una spiaggia semi-deserta;
  • riprendere la bici e tornare di nuovo a casa;
  • vedere che sono passate appena 3 ore dalla partenza.
  • Ma soprattutto aver fatto tutto ciò con la persona giusta al fianco.

Ci sono cose che non si possono comprare, neanche con MasterCard.

lunedì, giugno 16, 2008

On the road

Il centauro che è in me ha avuto la sua giornata di sfogo ieri, quando con la fidata co-pilota Jessy ci siamo inerpicati tra le sinuose strade della Ciociaria che portano fino a Guarcino (con tanto di pausa pranzo in una trattoria locale a base di prosciutto di montagna, fettuccine e i tipici amaretti locali) e più su verso gli Altipiani di Arcinazzo (in foto lo "scollinamento") per poi ridiscendere verso Fiuggi e quindi tornare indietro verso casa. Coinvolgente.

sabato, giugno 07, 2008

Nick Cave & The Bad Seeds live in Roma

Ci eravamo lasciati a sabato scorso, appena rientrato da Lisbona e con il già dichiarato intento di ripartire il lunedì mattina con l'aereo delle 6.30. Un rientro costoso (a causa principalmente del tagliando di manutenzione dei miei primi 1000 km da centauro, effettuato sabato stesso), ma fortemente voluto in quanto avevo da tempo comprato i biglietti per assistere al concerto del titolo, svoltosi domenica sera al Teatro Tendastrisce di Roma. Ecco così che, in compagnia della fidata cognatina Vale, ci dirigiamo verso il luogo dell'evento.

Una location non propriamente ideale in quanto ad acustica ed a temperatura interna (già da subito si suda), ma ci ha pensato il buon Nick con la sua possente voce e la sua band a rendere il tutto estremamente piacevole. Il concerto ha una impronta profondamente rock, sia nelle canzoni dell'ultimo album (bello l'inizio del concerto con "Night Of The Lotus Eaters") sia in quelle di repertorio ("Tupelo", "Hard On For Love", "Papa Won't Leave You Henry"...), che si alternano con cadenza puttosto regolare; fanno eccezione una versione piuttosto acustica, ma comunque gradevole, di quel capolavoro che è "The Mercy Seat" e le intense "Straight To You" e "The Ship Song". Anche Nick suda e di brutto, e la camicia rossa che indossa (inizialmente sotto una giacca nera) ne è il segno evidente, tanto che la abbandona al ritorno sul palco, dopo una pausa, per una semplice t-shirt nera. Un'altra manciata di canzoni traghettano verso la bellissimo conclusione, affidata alla violenta "Stagger Lee", con un finale in cui la band suona a pieni strumenti e Nick lancia urli a squarciagola. Nick e i suoi se ne vanno dal palco, noi usciamo dal forno del tendone e ci dirigiamo, appiccicosi ma soddisfatti (almeno io...) verso la macchina. Sono già le 2.30 quando poggio le chiappe sul letto, dopo il viaggio di ritorno, un doveroso snack e una ancor più doverosa doccia. Sono le 4 quando la sveglia suona: è ora di andare all'aereoporto.... si riparte per Lisbona!

P.S.: concludo in tema, postando il video di "Dig Lazarus, Dig!!!", preso da youtube. Ovviamente stoppate la playlist di fianco (anch'essa in tema) prima di premere play qui sotto!


giovedì, maggio 08, 2008

La sottile differenza tra assicurato e assicuratore - parte seconda

Seconda e chissà se ultima puntata della telenovela il cui inizio è descritto in questo post.

Riassunto della puntata precedente: a seguito di una "sinistra" vicenda non ancora conclusasi (nel senso che non sono state ancora attribuite le colpe"), l'azienda assicuratrice della nostra auto aveva deciso, a titolo cautelativo, di aumentare di due la classe di merito di appartenenza quando noi ci aspettavamo di scendere di una classe; risultato: ci siamo ritrovati in 7a classe piuttosto che in 3a.

Trama: Alla scadenza semestrale dello scorso aprile sono riemersi in me strani bruciori di culo legati alla vicenda, che mi hanno dato nuove energie per combattere. Mi sono messo così alla ricerca ed ho trovato che, il cosiddetto "decreto Bersani", famoso anche per aver annullato i costi di ricarica per i telefoni mobili, sancisce che le compagnie assicuratrici non possono aumentare la classe di merito in relazione ad un sinistro le cui cause non sono ancora state stabilite. E' stato come se mi applicassero una pomata lenitiva: dopo aver verificato la conversione in legge del decreto, entriamo nello studio del nostro avvocato con la ferma volontà di denunciare l'intero settore assicurativo italiano ... ce ne andiamo dallo studio del nostro avvocato con il consiglio di andare a reclamare "diplomaticamente" per quanto ci è stato erroneamente applicato.

Salto direttamente alle conclusioni: ora siamo nuovamente in 3a classe e l'azienda assicuratrice (che, è giusto dirlo perchè prevenire è meglio che curare, è la Lloyd Italico, del gruppo Toro - infami tutti!!!) ci ha rimborsato la differenza. Tasse escluse, perchè quelle le ha già intascate lo stato e quindi come fanno a rimborsarci la differenza! E allora ecco che riemerge un po' di bruciore di culo. Perchè ogni finale che si rispetti deve lasciar intendere che ci potrebbe essere un eventuale sequel.