mercoledì, gennaio 21, 2009

Nuove cronache dall'Anatolia - giorni 6, 7 e 8

OVVERO: dentro e fuori dal tunnelLa neve su per la fossa dei serpenti è ormai talmente tanta da non rischiare il minimo scioglimento nonostante le giornate comunque solari, e la cosa provoca diversi inconvenienti. Lunedì mattina ho vissuto il momento finora più divertente dell'intera avventura (anche se in tal senso sono da non dimenticare le macchiette con il ristoratore di domenica sera e i suoi maldestri tentativi di parlare inglese...): nonostante la neve lanciamo la nostra Punto verso la vetta, ma poco dopo siamo costretti a fermarci per montare le catene: e già quì si consuma una scena dal sapore più che comico causata dai nostri tentativi di fissare le scarsissime catene date in dotazione dall'Avis. Ripartiamo e le catene sembrano reggere, ma quando arriviamo a circa 1 km dall'arrivo la strada scompare totalmente sotto il manto bianco che si fa talmente alto da cozzare contro il frontale dell'auto; diamo gas facendo un ultimo tentativo per superare il tratto critico ma il risultato è lo sganciamento della catena di sinistra: i 40 minuti seguenti ci vedono nel gelido freddo della montagna, con piedi e caviglie affondate nella neve, a cercare di trovare la giusta strategia per vincere la comica sfida, ma la neve vince e così decidiamo di provare con la retro-marcia. La catena è ormai un groviglio, ma con un vero lavoro di squadra riusciamo a districare il veicolo e, con un testa-coda degno dei migliori stunt-man, a ruotare il veicolo nella direzione del ritorno. Torniamo a valle in modalità rally-su-neve (divertentissimo), parcheggiamo l'auto e prendiamo un autobus militare che fortunatamente stava per intraprendere il tragitto, che percorre con successo sebbene non senza problemi.

Il martedì puntiamo direttamente a salire sull'autobus, ma durante la notte deve esserci stata una nuova nevicata perchè la neve è ancora più alta, e anche l'autobus si blocca; neanche un intero plotone di soldatini che spinge riesce a schiodarlo dalla trappola di neve: il risultato è che percorriamo l'ultimo km a piedi nella neve alta, per poi scoprire che ci tocca percorrere anche il tunnel a piedi perchè non ci sono trenini. Arrivo sul posto che sono stremato, e la giornata lavorativa deve ancora iniziare!!!

Per il resto le giornate si susseguono dentro e fuori dal tunnel, tra amare e acide considerazioni sui miei superiori, divertenti serate in compagnia del team e preoccupate riflessioni su alcune situazioni familiari.

domenica, gennaio 18, 2009

Nuove cronache dall'Anatolia - giorno 5

OVVERO: domenica turka

E' domenica, nonostante il freddo splende il sole e così il TEAM decide di dedicarsi ad attività da turisti: la mattina inizia, ovviamente, con calma, e ci vede per la prima parte in giro per il caotico centro di Ankara: qui, anche se è domenica, la maggior parte dei negozi sono aperti e una moltitudine di persone si riversa per i marciapiedi entrando e uscendo da negozi, bar, fast food...

Tra chi è in cerca di musica pop turca, chi deve farsi ripristinare il suo communicator inchiodato e chi semplicemente si aggira per i vari negozi cercando di fiutare il vero affare, la mattinata vola via. Pranziamo così in un tipico fast food turco che propone panini con doner kebab e ci rimettiamo in moviemento, ma la temperatura (complice, forse, la digestione) sembra ancora più rigida e così poco dopo decidiamo di rifugiarci in un tipico bar turco dove sorseggiamo un tipico tè turco e fumiamo un tipico narghilè alla fragola (vedi foto). Tra una chiacchierata e un'altra il tempo vola, e quando usciamo dal bar le ore 16 sono passate da un pezzo.

Raggiungiamo di nuovo la macchina e ci mettiamo alla ricerca della fantomatica "città vecchia": fantomatica perchè più e più volte ne abbiamo sentito parlare ma non ne abbiamo mai visto traccia; eppure con la topografia della città abbiamo ormai una certa confidenza. A tale proposito in mattinata avevamo chiesto in albergo e la zona ci era stata segnala sulla cartina, ma allo stesso modo ci era stato consigliato di non andare in quanto "non c'era nulla di interessante". Impavidi, ci muoviamo lungo la Ataturk bulvari fino al punto in cui decidiamo di girare. E lì, percorso poco più di un kilometro, scopriamo finalmente l'ubicazione della città vecchia: sulla sinistra, il panorama si apre su 2 colline completamente ricoperte di vecchie case in quelle che sembrano essere delle simil-favelas, mentre di fronte a noi, in alto, appare un muro di cinta di quella che sembra essere una sorta di cittadella. La raggiungiamo, parcheggiamo con l'ausilio di un baby-parcheggiatore e ci dirigiamo all'interno di essa: la realtà che ci circonda è completamente diversa dai moderni scenari di Ankara a cui siamo soliti. I negozi eleganti lasciano il posto a negozi di cianfrusaglie in bronzo, ceramiche, spezie, robivecchi e osterie, e tutt'intorno ci sono tracce evidenti di povertà e squallore. La situazione non sembra critica dal punto di vista della sicurezza, ma decidiamo comunque, dopo aver ammirato un paio di bei panorami sull'intera città, di non farci sorprendere dal buio all'interno della cittadella. Tornando indietro, vicino al posteggio troviamo un Museo della Cultura e decidiamo di visitarlo: a suo modo, interessante.

Si ritorna in albergo per un paio d'ore di relax, e quindi ci muoviamo di nuovo in direzione del centro per la cena: troviamo un tipico ristorante turco che ci propone una tipica cena turca con antipasto a base di yogurt, carne cruda e verdure e un piatto principale di carne e verdure spaventosamente abbondante: pollo, agnello, montone, peperoncini verdi, melanzane, pomodori, riso... il tutto accompagnato da sproporzionate focacce dimensione "federa di cuscino". In sostanza, durante la notte rischio la detonazione: speriamo di recuperare l'equilibrio intestinale prima di domani, per evitare spiacevoli inconvenienti sul luogo di lavoro :-D

sabato, gennaio 17, 2009

Nuove cronache dall'Anatolia - giorni 3 e 4

OVVERO: neveDopo essere sopravvissuti ad uno stressante ordinario venerdì di lavoro (il cliente è veramente ostico e "pesante"), lo scenario che ci si presenta all'uscita dal tunnel è il preludio alla giornata seguente: oltre alla neve già depositata da giorni c'è una fitta nebbia che fa tuttuno con il bianco del terreno, mentre la strada si è trasformata in un misto di neve e fango che non rende comunque troppo difficile la discesa.

Decidiamo di lavorare anche il sabato e ci avviamo quindi sulla solita strada che da Ankara porta verso Elmadag: mentre ci avviciniamo, le dolci colline anatoliche sembrano pezzi di pandoro spolverati con zucchero a velo; ed infatti appena iniziamo a salire verso la nostra montagna capiamo subito che la neve sarà un problema; ci fermiamo a montare le catene ma, a causa della scarsa qualità delle stesse o della nostra scarsa familiarità con il montaggio, si sganciano continuamente costringendoci a continue soste (durante le quali ne approfitto per scattare e farmi scattare qualche foto, vedi sopra). Dopo la terza sosta decidiamo di desistere e ce ne torniamo indietro, proprio mentre inizia a nevicare abbondantemente, cosa che rende la nostra scelta ancora più saggia.

Per pranzare scegliamo un ristorante che ci è già noto lungo l'autostrada: è una classica lokanta turca dove contiamo di mangiare un buon Adana Kebab e dove, forse a causa del fatto che è sabato, non ci sono altri ospiti al di fuori di noi. Di conseguenza il menu non è vario: non c'è Adana Kebab e ci accontentiamo di un Doner Kebab che, a detta del locandiere, doveva essere di pollo, in quanto l'unico disponibile, ma che alla vista e al gusto sembra essere di agnello; tutt'altro che eccezionale e difficile da digerire (lo sento ancora adesso andare su e giù per lo stomaco). In compenso ci portano uno yogurt che è semplicemente de-li-zio-so; dovete sapere che yogurt è una invenzione e una parola di origine turca, un po' come la nostra pizza. In Turchia è un prodotto completamente naturale che si trova spesso a tavola, per guarnire piatti di carne o verdure o come antipasto, quasi in forma di formaggio spalmabile. Lo si trova anche da bere, allungato con acqua. Il locale è freddo e pieno di fumo (non di sigaretta ma dell'enorme barbeque e delle varie stufe a legna disseminate per i 2 piani), mentre fuori continua a nevicare; il pranzo ovviamente ci costa pochissimo. Ce ne torniamo in albergo per un po' di relax pomeridiano. La serata scivola via piacevolmente tra un giro di shopping, una cena italiota e una bella passeggiata in notturna nel centro di Ankara, dove ne approfitto per comprare un paio di guanti da un venditore ambulante spendendo l'irrisoria cifra di 3 lire turche.

giovedì, gennaio 15, 2009

Nuove cronache dall'Anatolia - giorno 2

OVVERO: Adana Kebab

Questo che vedete qui sopra è come mi si è presentata questa mattina "la fossa dei serpenti". Innevata di bianco e con il sole splendente nel cielo limpido. Lo scenario si prestava a diversi scatti suggestivi che purtroppo non potevo rischiare di fare, mi sono limitato quindi a "rubare" lo scatto che vedete quì sopra durante la pausa pranzo. Pausa pranzo che si è eccezionalmente svolta all'esterno del bunker, dove i cari amici turchi hanno organizzato un barbeque a base di Adana Kebab. Scopro così che si tratta di una sorta di polpetta allungata di carne e spezie (molto piccante) infilzata su spiedini simili a piccole spade e cucinata sulla brace, quindi servita sulla solita piadina insieme a verdure di vario tipo: veramente eccellente. Non altrettanto posso dire delle verdi polpette che ne dividevano lo spazio sul barbeque e del solito yogurth usato come bevanda principale...

mercoledì, gennaio 14, 2009

Back in Ankara

I sequel delle mie avventure in trasferta si susseguono ormai più velocemente della saga cinematografica di SAW; e quindi, in maniera non troppo entusiastica, eccomi qui, di nuovo in Turchia e di nuovo ad Ankara. Le prime novità di questo mio ritorno riguardano il clima: si, è ancora abbastanza freddo, ma molto meno rispetto alle gelide giornate avute in Dicembre. Vedremo domani che aria tira sulle montagne. Per oggi da raccontare ci sarebbe solo il volo, peraltro impeccabile come sempre (la compagnia aerea è la Turkish Airlines), quindi vi rimando ai prossimi post di questo secondo atteso capitolo delle mie avventure anatoliche :-D

P.S. la foto, di repertorio, è tratta dal primo capitolo delle cronache anatoliche. La torre che svetta oltre i tetti delle altre case è lo Sheraton Hotel.

mercoledì, dicembre 31, 2008

Natale a Istanbul

Non è il titolo del nuovo film di Carlo Vanzina ma il post che racconta, con tanto di slideshow fotografico, l'ultima vacanza trascorsa insieme a Jessy e terminata lo scorso lunedì. E iniziata il martedì precedenti, quando ci siamo incontrati, non senza difficoltà, all'aeroporto di Istanbul, lei proveniente da Roma e io da Ankara. Raggiungiamo l'albergo prescelto, a Sultanhamet, ci concediamo il tempo di una rinfrescata e usciamo alla ricerca di un buon ristorante per la cena. I vari buttadentro iniziano a fare il loro lavoro ma non ci lasciamo convincere perchè vogliamo prima fare un giro per familiarizzare con la città, e abbiamo così il nostro primo contatto con la Moschea Blu: una visione di sublime bellezza. L'immagine degli alti minareti della moschea sullo sfondo della notte turca con i bianchi gabbiani che, alti, ci volavano intorno sarà qualcosa che ricorderò per molto.

Una agitata notte (gli inquilini della camera adiacente tornano alle 4 di notte e fanno confusione fino alle 6, passando il testimone al canto dei muezzin che richiamano i fedeli alla preghiera) lascia il posto al giorno seguente, che inizia con la dovuta calma e una buona colazione; è una giornata scura e piovosa, come molte altre che seguiranno. Per nulla sconfortati dal tempo, ci muoviamo alla scoperta di Istanbul e la prima meta, inevitabilmente, è proprio la Moschea Blu. Tolte le scarpe, entriamo e, senza neanche rendercene conto, scopriamo di aver intrinsecamente assoldato una guida, un anziano e simpatico signore che abbozza qualche parola di italiano e ci illustra nei minimi particolari caratteristiche e storia della moschea e particolarità del culto islamico; il simpaticone mi accompagna anche in zone della moschea generalmente interdette ai turisti, dove riesco a strappare scatti suggestivi, e ci permette anche di assistere alla messa di mezzogiorno: affascinante e suggestiva, soprattutto pensando al fatto che è la vigilia di Natale.
Terminata la visita della Moschea Blu, è il turno della vicina Aya Sofia, costruzione dell'epoca romana (fu voluta dall'imperatore Giustiniano) che è stata prima chiesa, poi moschea ed è ora museo. Anche essa dall'aspetto maestoso (sebbene si notino tutti gli anni in più rispetto alla Moschea Blu), anche essa ci porta via molto tempo.
La prima intensa giornata termina con la visita della Cisterna Basilica, suggestiva e affascinante (un'altra delle cose di Istanbul che ricorderò per molto tempo), un po' di riposo all'hotel e la cena di Natale (per noi) in un buon ristorante dove mangiamo ottimamente.

Il giorno dopo ci accoglie una giornata sì fredda, ma almeno luminosa: è il giorno scelto per la visita all'immenso Palazzo Topkapi, la cui visita (harem compreso) ci impegna infatti per gran parte della giornata. Quando usciamo è già pomeriggio inoltrato: ci incamminiamo per una passeggiata dentro l'attiguo Gulhane Park e sorseggiamo un tè caldo con vista sul Corno d'Oro.

Per il giorno seguente decidiamo di buttarci nei colori e nella vivacità del Bazaar delle Spezie per poi pranzare nel modo più tipico con un panino al pesce (balik) nelle vicinanze del ponte di Galata, per poi percorrere il ponte stesso, attraversando il Corno d'Oro e raggiungere la torre omonima, nella quale però non entriamo visto l'esoso prezzo d'ingresso (troppo per una semplice vista panoramica sulla città). Per la serata ci spostiamo, a mezzo tram e funicolare, tra Piazza Taksim e Tunel, lì dove batte la movida di Istanbul, e passiamo la serata in mezzo alla gioventù e alla confusione.

Altro giorno, altro bazaar: stavolta è il turno del Grand Bazaar, dove procediamo all'acquisto di quelli che saranno i nostri regali di Natale per i parenti più cari. Cerchiamo di muoverci seguendo un ordine preciso ma alla seconda svolta perdiamo completamente l'orientamento e allora optiamo per la tecnica "ndo cojo cojo", procedendo a caso ma analizzando con cura i vari input che i nostri sensi ricevono.

E' già domenica, ovvero il penultimo giorno, e decidiamo di dedicarci alla visita dell'oltremodo sfarzoso Palazzo Dolmabahçe, sulle rive del Bosforo, ultima residenza dei sultani prima dell'avvento della repubblica, nonche residenza del primo presidente turco, quell'Ataturk rappresentato sulle banconote di ogni taglio. Il tempo metereologico peggiora decisamente nel pomeriggio e ci fa desistere dal nostro tentativo di raggiungere il Museo Kariyei nei quartieri occidentali, che la nostra guida reputava come interessantissimo: meglio il tepore della nostra tranquilla camera d'albergo.

Ed ecco il lunedì: abbiamo solo la mattina a disposizione e decidiamo di rilassarci in un bagno turco: optiamo per i vicini Cemberlitas Hamami, bellissimi e dalla storia gloriosa. Il trattamento completo ci costa 90 lire ed è una goduria per il corpo e lo spirito. Usciamo, beviamo una spremuta di melograno e scattiamo le ultime foto all'ippodromo, approfittando della giornata solare (ma comunque sempre molto fredda). E' ora di lasciare la città e tornare in Italia: torniamo con il nostro invidiabile carico di souvenir e tanti bei ricordi di una città che è semplicemente fantastica.

venerdì, dicembre 26, 2008

Merry Christmas from Istanbul

Per ora solo una foto e un augurio (anche se con più di un giorno di ritardo, il tempo che ci ho messo a mettere online la foto con la approssimativa wireless dell'albergo)....

lunedì, dicembre 22, 2008

Cronache dall'Anatolia - giorno 8

OVVERO: neve, vento e nebbia...

Il Mausoleo di Ataturk

Come mi aveva accennato Gianluca ieri sera, a Snake Pit ha nevicato... ma talmente tanta neve da rendere impossibile il transito alle normali autovetture: l'alternativa è lasciare l'auto all'ultimo avanposto raggiungibile e proseguire con i loro mezzi. Purtroppo il fatto di essere ospite non mi permette di scattare foto allo splendido e selvaggio panorama, la foto che vedete è stata infatti scattata ieri nel tardo pomeriggio. La nota positiva in tutto ciò è che finalmente sembra che le cose girino nel verso giusto: a valle c'è freddo ma si raggiunge la prima destinazione senza problemi; in vetta neve vento e nebbia. La settimana scorsa era quasi il contrario.

L'altra grande nota positiva scaturisce proprio da questa situazione: non potendomi garantire il ritorno all'auto per le 13 (domani si riparte e il mio aereo è alle 17), mi sono visto costretto ad anticipare le vacanze di un giorno.

Quindi domani ci si sveglia presto, si fa un abbondante colazione, poi ci si rilassa, magari un giro per un po' di shopping, poi si pranza e ci si dirige verso l'aeroporto. Lascio Ankara ma mi fermo ad Istanbul, dove se tutto va bene mi unirò a Jessy per passare questo natale alternativo nella fantastica città turca. Stay tuned.