venerdì, agosto 08, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 19

OVVERO: effetti collaterali dominicani

Solo una foto, ma più eloquente di mille parole...

giovedì, agosto 07, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 18

OVVERO: burocrazia italiana


Mercoledì è il giorno prescelto per concludere l'operazione "RIENTRO IN ITALIA"; ci rechiamo quindi presso l'ambasciata italiana e alla fine non siamo fuori prima delle 11, a testimoniare come tutti sappiamo che anche la nostra burocrazia non è da meno a quela dominicana. Ce ne andiamo comunque con i documenti necessari per il nostro rientro in Italia. Dopo una sosta da Kasbah (un negozio di oggettistica indiana consigliato alla mia donna dalla direttrice dell'hotel San Marco - non aveva nient'altro da fare... - e per la quale sosta Jessy pressava da giorni), da dove usciamo in compagnia di una fragile statua alta una sessantina di cm rappresentante una famiglia indigena, ritorniamo al Playa Esmeralda in tempo per pranzare. Durante il tragitto, in una impagabile scena dalla tragica comicità, dimostro la evidente fragilità della statuetta acquistata: per soppesare l'articolo, accuratamente impacchettato per il prossimo viaggio in valigia, lo sollevo prendendolo da quella che scopro essere la testa dell'uomo, la più alta dell'intero gruppo, la quale cede sotto il peso della gravità e la stretta della mia mano: scende una atmosfera da tempesta di coppia tra me e Jessy, che riesco a calmare promettendo un incollaggio perfetto al nostro rientro e profetizzando di aver solamente anticipato la probabile rottura della testa nel successivo viaggio aereo.

Per il resto della giornata mi ri-immergo nella tranquillità della spiaggetta e nella limpidezza del mare; quindi una nuotata in piscina e il rientro in camera per prepararsi per la cena.

mercoledì, agosto 06, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 17

OVVERO: piccolo angolo di paradiso


La struttura alberghiera dove risiediamo è un piccolo villaggio a gestione italiana, meno di 50 camere in totale, immerso nel verde e nella tranquillità. Bello il villaggio, non male le camere, più che buono il mangiare ... ma il punto forte del tutto è, secondo me, la piccola spiaggia privata, popolata di palme, con sabbie bianche e acque cristalline, che diventa il mio luogo preferito per riposare, cuocermi al sole, fare lunghissimi bagni e dialogare con le persone del luogo (che nella maggior parte dei casi riescono a vendermi di tutto, dai sigari ai gingilli ornamentali artigianali).
Mia fedele compagna di siesta, anche durante le assenze di Jessy, presa tra massaggi e acconciature caraibiche, è Blanca, la simpatica cagnolina dell'albergo che si affezziona subito alle mie carezze. Tra un bagno in mare e uno in piscina rimango a mollo fino a quando c'è luce del giorno; a causa della fornitura dell'albergo, non c'è più la cerveza Presidente a farmi compagnia (quante ne ho bevute a Santo Domingo...) quindi mi accontento della (per me) inferiore cerveza Brahma e di ottimi succhi e cocktail alcolici.

martedì, agosto 05, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 16

OVVERO: burocrazia dominicana

La costa a Santo Domingo nei pressi di Avenida Espana; nel frattempo alle mie spalle si compiva il furto che ha complicato la nostra permanenza sull'isola

Lunedì mattina scatta l'operazione "RIENTRO IN ITALIA", assistiti da Duilio; la prima fase è l'autenticazione delle denunce presso il palazzo della polizia, dove già ci scontriamo con una delle più ostinate e lente macchine burocratiche del mondo; mezzora passa aspettando che gli addetti capiscano quale sia l'ufficio preposto alla cosa; poi lo scopriamo da noi rivolgendoci di nuovo all'ufficio denunce. Tutto sommato alle 10.30 siamo comunque furi con i documenti necessari, essendo riusciti con pressanti richieste ad accorciare a mezzora un tempo di attesa che era inizialmente di un ora e mezza.
La seconda fase si svolge presso il consolato italiano, dove però scopriamo che abbiamo ancora bisogno di una cosiddetta "legalizzazione" delle denunce: si tratta in pratica di applicare dei bolli e di farli vidimare; tali bolli possono essere normali (3-4 giorni necessari per la loro vidimazione) o VIP (gestione immediata). Ovviamente scegliamo i secondi e, dopo averli acquistati in banca (un po' cari, 3000 pesos in totale) ci precipitiamo al Segretariato per la legalizzazione e, al grido di "semos VIP, semos VIP" passiamo direttamente davanti alla moltitudine di dominicani in fila e ci ritroviamo in pochi minuti con i documenti legalizzati.
Non c'è però più tempo per tornare al consolato e quindi si ritorna in albergo dove carichiamo tutti i nostri bagagli, paghiamo, salutiamo e ci spostiamo al Beach Resort Playa Esmeralda, sulla spiaggia tra Guayacanes e Juan Dolio, una cinquantina di km ad est di Santo Domingo.

lunedì, agosto 04, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 15

OVVERO: una giornata dominicana

La spiaggia di Playa Palenque, con gruppo dominicano intento a costruire una torre umana in acqua.

La domenica inizia con calma, una buona colazione e un rilassante bagno nella piccola piscina del nostro piccolo albergo. Il relax ci traghetta fino alle 11.30 circa, quando partiamo alla volta di San Cristobal, dove ci attendono Rafael e la sua numerosa famiglia. Da San Cristobal ci muoviamo verso il litorale e incontriamo prima la spiaggia di Najayo e poi Playa Palenque, dove ci fermiamo in uno dei tipici bar-ristoranti sulla spiaggia.

La famiglia di Rafael è composta da ben 7 persone; la moglie, la suocera e 4 figli 3 dei quali piccolissimi e bellissimi (uno è il mitico Pedro). Durante la giornata, oltre a un pesce alla brace di oltre 3 chili, che smezzo con Jessy, mangio a mio rischio frutti di mare crudi e una sorta di marmellata color vomito a base di cocco e pina (ananas). Il prezzo da pagare per tale "sventatezza" sarà un po' di "squaqquera" nei giorni seguenti. Chiedo ed ottengo di pagare per tutti e me la cavo con poco più di 50 euri, quindi il gruppo si separa ed io e Jessy ci dirigiamo nuovamente verso Santo Domingo. Nel tardo pomeriggio è di nuovo zona coloniale, per una veloce sortita all'Hard Rock Cafè alla ricerca della t-shirt ricordo.

Con l'Armata Brancaleone ormai sciolta, la sera è la volta dell'"ultima cena"da Nello, con tanto di commoventi saluti finali (la foto che chiude il post è stata comunque scattata il venerdì prima).

domenica, agosto 03, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorno 14

OVVERO: Partenza con scasso (e furto)

Santo Domingo: Piazza Colombo con la statua dedicata all'esploratore genovese.

Come ogni vacanza insieme che si rispetti, anche questa per me e Jessy è iniziata con una complicazione mica da ridere!
La giornata inizia con la programmata visita alla zona coloniale di Santo Domingo, dove, in compagnia di Daniel, lo straniero (rumeno) in campo dell'Armata Brancaleone, percorriamo in lungo e in largo El Conde (la strada principale) e le zone circostanti (la cattedrale, la casa di Colombo, il monumento in memoria di Duarte...) e facciamo un po' di shopping.

Nel pomeriggio, dopo una sortita all'aereoporto per sistemare una pratica relativa al noleggio dell'auto, mi viene la malcapitata idea di fermarmi in uno dei parcheggi dell'Avenida Espana (in una zona che, come scoprirò in seguito, non è consigliabile frequentare...). Il misfatto si compie: mentre con Jessy scattiamo alcune foto a quella parte di litorale, affascinante per la presenza di rocce coralline a picco sul mare, 2 malfattori ci forzano la serratura dell'auto; l'allarme suona, io rincorro e metto in fuga i 2 ladrones che scappano a bordo di un auto nera dai vetri neri; hanno preso dall'auto il nostro zaino, praticamente vuoto a parte la custodia della fotocamera, anch'essa fortunatamente vuota. MA ... UN MOMENTO ... ALTRO CHE VUOTA! PORCA DI QUELLA PUTTANA DOMINICANA, NELLA TASCA INTERNA C'ERANO I NOSTRI 2 PASSAPORTI!. Fine della favola: 2 italiani a Santo Domingo senza passaporti.

Rientriamo in albergo per cercare assistenza sui successivi passi da fare e la troviamo in Duilio, il figlio della direttrice dell'hotel, che ci accompagna al palazzo della polizia per fare la denuncia. E' l'inizio di una avventura burocratica che avrà i suoi strascichi fino al mercoledì successivo.
Fino a questo momento comunque non sorgono problemi; 3 denunce ci costano circa 300 pesos. Ma per l'ambasciata italiana bisogna comunque aspettare lunedì, decidiamo allora di prolungare di 1 giorno la nostra permanenza nella capitale e di trasferirci a Juan Dolio lunedì pomeriggio.

sabato, agosto 02, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorni 12 e 13

OVVERO: Infierno Amarillo

Mentre Jessy regolarizza il proprio bioritmo sconquassato dal lungo viaggio riposando in albergo, io proseguo il lento ma estenuante corso presso la base dell'esercito. Il minisystem è installato nei pressi di un campo di addestramento il cui nome, riportato nel titolo alternativo del post e immortalato nella sfocata foto (in cui sono in compagnia di Pedro, il simpatico figlioletto di Rafael), è diventato di diritto il nome dell'intera operazione professionale dominicana. Perchè di inferno si tratta, e il sudore che butto mostrando come installare e operare il sistema e come innalzare e smontare antenne ne è la dimostrazione. Giovedì è il giorno più duro: mi viene a mancare il sostegno dei colleghi impegnati con i test, tutti a San Cristobal, e me la devo cavare da solo tra la tenda, le auto e i man-pack tenendo anche a bada i curiosi soldatini dominicani; alla fine ne uscirà comunque una lezione più che soddisfacente; l'ultima ora la riservo allo smontaggio di tutto il minisystem, coadiuvando il piccolo gruppo di militari-discenti che in breve tempo preparano tutto per il successivo trasporto nei magazzini di San Cristobal.

Il venerdì è il giorno dei test di fine corso e dei saluti, con tanto di foto e ringraziamenti. Il pomeriggio è già tempo di vacanza e di shopping (quest'ultimo, a causa dell'effetto "Jessy", in realtà era già iniziato il giorno prima...). Domani è sabato e c'è in programma la visita alla zona coloniale della città.

Cronache da Santo Domingo - giorno 11

OVVERO: l'arrivo di Jessy.

Gente che viene e gente che va quì a Santo Domingo; mentre per altre 2 persone dell'armata Brancaleone è il giorno del viaggio di rientro a casa, per me è il giorno del ricongiungimento con Jessy, che fa capolino dal terminal degli arrivi dell'aereoporto Las Americas alle 18.30. Io sono lì ad attenderla e poi, a bordo della mia fiammante Hyundai Tucson, ci dirigiamo verso l'hotel; è il mio primo approccio da guidatore nel confusionario traffico della capitale ma me la cavo alla grande. Il tempo di posare la valigia in camera e di una doccia e alle 8.30 si cena da Nello. Dopo un paio d'ore il jet lag si fa sentire e rientriamo in albergo, dove Jessy crolla sul letto e si addormenta nel giro di una manciata di secondi.