domenica, ottobre 04, 2009

Beypazarı

Meta di questa nostra seconda ed ultima (per il momento) domenica turca è il piccolo paesino di Beypazarı, 100 km ad ovest di Ankara. Abbiamo fatto questa scelta perchè, dopo un mio attento studio di sistema, non sembrava esserci altro di altrettanto interessante a distanza ragionevole dalla capitale; circa 250 km ad est ci sarebbe stata Hattusa, antica capitale dell'impero ittita e patrimonio dell'umanità dell'Unesco, che abbiamo però escluso considerando la distanza da percorrere troppo elevata (a buon ragione, dopo la sfacchinata di domenica scorsa).

La strada che ci porta a Beypazarı, dopo aver attraversato i paesini dell'hinterland di Ankara, si immerge nel mezzo delle ocri e brulle colline anatoliche, trasformandosi velocemente da una superstrada a 2 corsie ad una strada accidentata, con frequenti tratti ciottolosi o con asfalto sconnesso; pian piano il paesaggio cambia lievemente, le colline si colorano appena di verde ed iniziano ad apparire campi coltivati nei quali squadre di poveri contadini si dedicano alla raccolta di quelli che sembrano essere pomodori. Superato l'ultimo paesino di 5000 anime, comprese probabilmente le pecore e le galline (sì perchè qui in Turchia, il cartello che segna l'inizio di un centro abitato riporta anche la popolazione della comunità risalente all'ultimo censimento), un ultimo pezzo di strada fortemente dissestata ci porta finalmente a destinazione.

Beypazarı è un paese dalla storia antichissima, essendo stato un punto di passaggio importante per i commerci dell'antico impero ottomano. La cultura ottomana si intravvede principalmente nell'architettura delle abitazioni, accuratamente recuperate da un lungo periodo di abbandono. E cosı Beypazarı è diventata una delle mete favorite dagli abitanti di Ankara per una gita fuori porta, ed infatti i turisti turchi per le strade del paese sono in quantità; molti meno, invece, i turisti stranieri, e lo notiamo anche dalla curiosità con cui ci guardano e cercano di interagire con noi i bambini che abitano la zona più alta e più remota dal centro della città, dove le case sono ancora fatiscenti e la povertà e semplicità degli abitanti traspare in tutti gli aspetti.

Dopo un tipico pranzo turco (cucina rigorosamente ottomana), raggiungiamo un punto panoramico dove trascorriamo altri momenti chiacchierando e scattando foto; ci rimuoviamo poi in direzione di Ankara, per immergeci nuovamente nella modernità di uno dei suoi centri commerciali, dove facciamo uno spuntino composto da una patata al forno ripiena all'impossibile di burro, wurstel (rigorosamente di pollo), formaggio, olive, peperoncino e tanto altro; una mazzata non indifferente per i nostri stomaci! Via allo slideshow finale...

1 commento:

AleDiablo ha detto...

a me pare Sezze!!