venerdì, giugno 11, 2010

I 6 giorni di New York

Eravamo rimasti al nostro arrivo nella Grande Mela, il lontano 12 Maggio scorso. A quasi un mese di distanza trovo il tempo di scrivere un po' di questa nostra fantastica avventura in terra statunitense. Un mix perfetto che si è così svolto:
  1. 13 maggio: immancabile l'itinerario, partendo dal nostro albergo tra la 42nd street e la 3rd avenue, lungo la stessa 42nd fino ad arrivare all' incontro con la 5th avenue e Broadway, lì dove sorge quell'ineguagliabile calderone di input soprattutto visivi che è Times Square. Così come inevitabile è il richiamo dell'Empire State Building, alla cui visita dedichiamo le ore centrali del giorno. Per concludere la giornata ci godiamo il tramonto e la discesa del buio su Manhattan a bordo di un traghetto intorno l'isola stessa.
  2. 14 maggio: è la volta di arrivare a Lower Manhattan. Stazione metro di arrivo: Wall Street, all'uscita della quale ci troviamo di fronte la graziosa Trinity church. Poi giù lungo Wall Street stessa fino a raggiungere South street. Qui visitiamo la curiosa mostra Bodies, per poi proseguire verso l'immancabile ponte di Brooklyn. Attraversatolo interamente, riprendiamo la metro per riportarci in zona Ground Zero a Lower Manhattan e dare uno sguardo all'immenso cantiere e al museo-tributo dedicato all'11 Settembre. Per la serata ci immergiamo nella follia di Times Square e dintorni. D'obbligo la sosta all'Hard Rock Cafè, in particolare al suo negozio.
  3. 15 maggio: è il giorno dedicato a Central Park. Decidiamo di girare per l'immenso polmone verde di New York in bicicletta, circumnavigandolo interamente e facendo varie soste. Lungo il tragitto, sosta pressoché obbligatoria al Museo di Storia Naturale. Riconsegnati i mezzi di trasporto, raggiungiamo il vicino zoo per una rapida visita. Per la serata, dopo un po' di shopping sulla Quinta strada (d'obbligo la sosta all'Apple Store), ci lasciamo affascinare dai miliardi di luci della città osservandone il panorama dal Top of the Rocks (la torre più alta del Rockefeller Center).
  4. 16 maggio: il primo appuntamento mattutino è l'Intrepid Sea Air & Space Museum; in breve, un vero sottomarino e una portaerei ancorati al Manhattan Cruise Terminal e completamente visitabili: alternativo e interessante. il secondo appuntamento è la visita di Chinatown e Little Italy, con tanto di pranzo cinese e acquisto di souvenir. Per la serata l'appuntamento è chic: cena al The View restaurant, il ristorante rotante al 47 piano del Marriott Hotel direttamente su Times Square.
  5. 17 maggio: è la giornata dedicata allo shopping: Macy's e Century 21 le mete principali. Nel primo pomeriggio ci troviamo in zona Madison Square Park, dove Broadway incontra la Quinta strada. Qui, risalendo lungo la Broadway, arriviamo di nuovo a Times Square dove, curiosi, entriamo in quell'universo di giocattoli che è Toys R Us. La cena è in un ristorante coreano dove ci incontriamo con Francesco, un mio vecchio compagno di Liceo ora newyork-ese che non vedevo appunto dai tempi del liceo. Piacevole averlo rincontrato e interessante il farsi raccontare la sua esperienza di vita nella metropoli americana.
  6. 18 maggio: da tempo prenotata tramite internet, la visita alla Statua della Libertà è riservata proprio per questo giorno. Meterologicamente il giorno peggiore da quando siamo arrivati: cielo coperto e pioggia continua. Dopo il laborioso check in saliamo a bordo del traghetto che ci porta a Liberty Island: dopo aver raggiunto il basamento dove poggia la Signora, con in nostri Crown Ticket ci arrampichiamo per una lunga scala a chiocciola che ci porta appunto fino alla corona, sulla testa della signora stessa. Giunti a destinazione, complice anche il cattivo tempo, c'è poco altro da fare se non prendere la scala a chiocciola di discesa e tornare al basamento. Provati dalla fatica e stressati dal tempo, torniamo a Midtown dove, dopo un intervallo-shopping dedicato alle calzature, torniamo in albergo per un po' di riposo. Nel tardo pomeriggio decidiamo di andare al Museo delle cere di Madame Tussauds: una visita che si rivelerà divertente.
Il 19 maggio è il giorno in cui lasciamo New York. Ad un isolato dall'albergo ritiriamo l'auto prenotata tempo prima (una immensa Dodge Caravan che riesce a contenere senza problemi tutti i nostri bagagli) e ci muoviamo in direzione Niagara Falls, Ontario, Canada. Sono circa 700 i km da percorrere, quindi la giornata è praticamente incentrata sul viaggio, ulteriormente complicato dalla presenza di un incidente che ci fa perdere più di 2 ore. Notevole la pausa pranzo in una Longhorn Steakhouse, dove ci portano la porzione di dolce più grande che abbia mai potuto vedere nella mia vita!

Qui finiscono le cronache dell'avventura a New York, ma non quelle della nostra vacanza, che proseguiranno nel prossimo post. In chiusura l'immancabile slideshow. Once again, stay tuned...

giovedì, maggio 13, 2010

Cronache dalla Grande Mela


Veduta in notturna dalla finestra della camera del mio hotel, a Midtown.

Dopo un viaggio che è stato un calvario (più di 4 ore di ritardo sulla partenza e rotta "allungata" di 2 ore per evitare le maligne nubi di cenere causate dalle eruzioni del vulcano Eyjafjallajökull), verso le 19 (ora locale) di oggi io, Jessy, Giorgione e Simona siamo finalmente atterrati a New York City, dove hanno ufficialmente inizio i nostri 11 giorni di vacanza in terra statunitense. Ed oggi tra tempi di sdoganamento (con tanto di guasto nel collegamento ai computer Alitalia) e tempi di trasferimento dall'aeroporto JFK a Manhattan è rimasto ben poco altro; giusto il tempo per una breve camminata su e già per 42.ma strada. Ma giornate grandiose ci aspettano qui a New York, nella speranza che il tempo rimanga clemente per tutta la durata del nostro soggiorno. Stay tuned.

giovedì, aprile 29, 2010

Dalla Sardegna alle Puglie

Terminata la nervosa trasferta in terra sarda (nervosa perchè, per capricci non miei, sono dovuto rientrare in "continente" mercoledì sera per poi tornare sul posto giovedì sera e nuovamente rientrare venerdì sera), come il simpatico "porceddu" immortalato mercoledì pomeriggio sulla strada da Teulada verso Cagliari mi sono rimesso in strada per raggiungere di nuovo la Puglia (da dove scrivo) per altre 2 settimane di "agonia" lavorativa. Attività che trovo la forza di svolgere avendo in mente il meritato riposo che mi aspetta proprio tra 2 settimane, quando staccherò la spina per almeno venti giorni. Ancora 9 giorni all'ora X .... dai Ame che ce la fai!!!

martedì, aprile 20, 2010

Capo Teulada

Finito lo stop forzato dal lavoro causato dall'intervento di cui scrivevo nel post precedente, sono tornato ad occuparmi del progetto al quale stavo lavorando in precedenza (vedasi la trasferta in terra pugliese). Un progetto che odio, che non mi da soddisfazioni ne dal punto di vista professionale, tantomeno dal punto di vista umano, e dal quale spero di uscire presto. Ma che almeno, dolce consolazione, mi ha portato in questi giorni in uno dei posto più belli e selvaggi della nostra Sardegna, all'estremità sud-occidentale dell'isola stessa. Una breve escursione in auto nel tardo pomeriggio di ieri mi ha portato appunto a scoprirne la bellezza. Colline verdi che si affacciano su un mare cristallino e stradine tortuose (e tra l'altro meravigliosamente asfaltate) che vi si aggrovigliano e che già sogno di cavalcare un giorno (spero non troppo lontano) con la mia moto. E lungo la strada è un susseguirsi di baie, calette, isole e poche tracce (almeno in questo periodo dell'anno) di attività umana; un paradiso che scorre sotto le ruote dell'auto e che mi invita più e più volte a fermarmi per immortalare lo scenario con la mia fotocamera, che ringrazio il cielo di aver portato. Il risultato lo vedete nello slideshow che chiude il post, e come spesso accade ogni immagine vale più di mille parole...




lunedì, aprile 19, 2010

Eppur ci vedo

Non soffrivo di una miopia grave; un paio di diottrie per occhio, più un debole difetto di astigmatismo. Ma comunque la cosa mi costringeva all'utilizzo di occhiali o lenti a contatto; e con la mia epocale tendenza alla distrazione e la mia congenita pigrizia non vi dico quanti occhiali abbia perso o rotto e quanto mi pesasse procedere alla pulizia delle lentine (che infatti spesso non pulivo). Da qui la decisione di procedere a un intervento correttivo di chirurgia refrattiva (comunemente chiamato intervento laser), a cui mi sono sottoposto, allegerendomi di ben 800 euri, lo scorso 9 Aprile a Siena.
Intervento a cui mi sono avvicinato con una certa apprensione: va bene che l'intervento è ormai considerato poco più di un'ordinaria prassi ma l'idea di sparaflasharmi un laser nell'occhio e la paura dell'errore irreversibile gettavano su di me un ombra di preoccupazione. Ed anche i giorni successivi all'intervento ti lasciano quel senso di inquietudine perchè non hai segnali che indichino la buona riuscita dell'intervento (e questo anche e nonostante la conferma di buona riuscita nella visita di controllo effettuata 4 giorni dopo): si vede sfocato e si sentono gli occhi pesanti. Ora che sono passati 10 giorni inizio a "vedere" concretamente i risultati dell'intervento. Eh si, la mattina mi sveglio e senza bisogno di fare altro vedo concretamente gli oggetti intorno a me e leggo l'orario dal display dello stereo, e la sensazione è decisamente gradevole. Ora c'è solo da sperare che la cosa duri e che non intercorrano altri problemi a perturbare la mia situazione oculistica.

venerdì, aprile 02, 2010

Breve cronaca dalle Puglie

Due settimane e mezzo di permanenza in terra pugliese sono terminate con un giorno di anticipo. Tralasciando le insoddisfazioni professionali per il tipo di attività che ho svolto (e continuerò a svolgere in giro per l'Italia nei prossimi mesi), e il poco tempo a disposizione per trastullo (praticamente un solo weekend) è stata una bella permanenza in una terra che non conoscevo benissimo e che ha tanti aspetti interessanti: una storia non indifferente, il mare, il sole, il verde delle campagne, il cibo, il vino, le belle donne.... Tutte cose che l'hanno lanciata ai posti alti della mia hit parade personale delle regioni italiane che preferisco. E dire che mi sono limitato alla sola parte centrale della regione (province di Barletta-Andria-Trani e di Bari); ma sono previste altre trasferte durante l'anno (la prossima già da fine aprile), che spero di poter utilizzare esplorando i territori a nord e a sud. Intanto chiudo il post con il consueto slideshow di foto e vi rimando alle prossime avventure.


venerdì, marzo 19, 2010

A proposito di Danimarca

Il post precedente risale a quasi un mese fa e riguardava il mio breve ritorno in Danimarca; di avvenimenti importanti nel frattempo nella mia vita non ce ne sono stati, a parte le solite trasferte a Genova e, new entries, a Terni e in terra pugliese. Ho trovato però il tempo di mettermi a sistemare l'incredibile mole di foto scattate tra novembre e dicembre a Copenhagen, e in assenza di altro ne approfitto per dare luce a un rappresentativo estratto di quelle foto, che testimoniano l'affascinante bellezza della capitale danese. La prima parte è costituita dalle foto scattate nel primo weekend "in solitaria", la seconda da quelle scattate nel secondo weekend in compagnia di Jessy. Spazio alle immagini...


venerdì, febbraio 26, 2010

Ritorno in Danimarca

La vista dalla mia camera d'albergo a Fredericia

Dopo la lunga trasferta dello scorso dicembre (e dopo aver avuto alcuni clienti/amici danesi in Italia per i quali ho anche fatto da guida x visitare Roma), gli impegni lavorativi mi hanno portato di nuovo a Fredericia per una breve, intensa e piacevole trasferta.
E il paesaggio danese si è presentato ai miei occhi in un inusuale e diabolica veste, coperto da una spessa coltre di neve che dava un affascinante tocco da "era glaciale". Inusuale perché la neve è lì dalla metà di dicembre, impossibilitata a sciogliersi a causa della temperatura costantemente bassa, e una cosa di tale portata non si verificava da circa 50 anni. Diabolica perchè a metà dicembre era appena finito il summit sul clima che si tenne proprio a Copenhagen e la cui unanime conclusione fu che si stava assistendo a un implacabile ed inarrestabile innalzamento globale della temperatura. Neanche a dirlo ed è scesa l'era glaciale sulla povera Danimarca!

Altra curiosità di questa trasferta è stata la presenza dello sciopero di 4 giorni indetto dai piloti della Lufthansa, che ha messo a rischio il mio rientro a casa entro giovedì paventando la possibilità di un pernottamento a Francoforte in attesa del primo volo utile per Roma.
Fortunatamente lo sciopero è stato poi sospeso dopo il primo giorno e questo mi ha consentito, dopo alcune telefonate strategiche, di rientrare a Roma come inizialmente previsto.