lunedì, aprile 13, 2009

Nubi

Ore 19:40 - Aeroporto di Roma Fiumicino; 30 minuti prima della partenza del volo per Genova.

Preso da subitanea ispirazione accendo il notebook e mi metto a scrivere su un file di testo il post che pubblicherò questa sera dalla città ligure.

Alcuni accadimenti dell'ultimo mese hanno fatto partire, come la miccia di un congegno esplosivo, una serie di riflessioni sul recente passato, il presente e il prossimo futuro. Accadimenti che hanno leso la mia convinta sensazione di essere giovane (dall'alto o dal basso dei miei 33 anni), hanno creato dilemmi circa la solidità del mio rapporto e hanno suscitato perplessità sulle mie scelte e vicissitudini professionali.

Le prime 2 questioni sono intrinsecamente legate e potrebbero scaturire da un recente periodo di scarsa forma fisica (in realtà, me lo auguro). Eppure poco più di 2 settimane fa avevo avuto modo di pensare che proprio la forma fisica fosse a livelli più che soddisfacenti, dopo 2 settimane di regolari allenamenti in palestra. Ma l'ultima trasferta in Estonia mi ha costretto ad interrompere tale regolarità e questa ennesima gita a Genova prolungherà l'interruzione di un'ulteriore settimana; e forse già la settimana prossima mi attendono altre destinazioni e, dal lato fitness, "bonanotte ar secchio". Che questa interruzione sia la causa dell'attuale stress fisico fisico? E quell'accenno di alopecia areata che macchia la mia incolta barba, è un ulteriore segnale di stress, questa volta a livello psichico? Si direbbe di si e la cosa mi sorprende, perchè se c'era una cosa di cui mi potevo vantare era di riuscire a sopportare i carichi psicologici in maniera eccellente, riuscendo a non farmi mai coinvolgere pienamente e a lasciarmi scivolare sopra i fatti negativi. Pensandoci mi sembra che sia ancora così ma, forse, questi segni indicano il contrario

Ore 22:45 - Genova; dalla stanza di albergo

Arrivato a Genova e in albergo, finisco di scrivere il post parlando del terzo punto. L'eventualità di un nuovo lavoro, molto remunerativo nonchè promettente dal punto di vista della carriera, è andato in fumo con la seguente motivazione: nonostante la mia indubbia preparazione tecnica circa gli argomenti, sono stato giudicato "non-compliant" dall'azienda che aveva indetto il bando di gara per insufficienti competenze riguardo l'utilizzo di tool di project management. La cosa è stata motivo di delusione e di rabbia, perchè se mi confronto con le figure di project manager che mi hanno circondato e mi circondano nel mio attuale lavoro penso sinceramente che non abbiano nulla da insegnarmi. E, sebbene cercassero probabilmente una persona già formata su tali argomenti, mi sento comunque denigrato nell'essere stato considerato non in grado di imparare ad utilizzare tali "tool".
La vicenda è stata motivo per rimettere in discussione la mia intera carriera professionale: i 3 anni passati (sprecati) in Marina, in un mondo a cui sentivo di non appartenere, i 4 anni successivi, che mi hanno portato a raddoppiare il mio compenso annuo lordo (sì che la cifra di partenza era veramente misera...). Risultato che, in se, sembra più che positivo; ma poi mi chiedo se davvero valga la pena di sbattermi da una parte all'altra del mondo, come attualmente faccio, per 1600 euri al mese più i rimborsi spese. Rimborsi a parte, la cifra andrebbe bene per starmene 40 ore a settimana in "the beautiful Pomezia"; ma in queste condizioni, e nonostante continui a considerare il fatto di girare il mondo per lavoro un privilegio (ma per quanto tempo ancora?), inizia a non starmi più bene. E' ora di cambiare.

P.S. la foto è stata scattata, di nascosto, l'8 febbraio scorso in volo da Roma a Francoforte mentre sorvoliamo le Alpi innevate.

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