venerdì, luglio 25, 2008

Cronache da Santo Domingo - giorni 4 e 5

Continuano le calde giornate di lavoro dominicane, tra San Isidro (ad est di Santo Domingo) e San Cristobal (ad ovest). Il pomeriggio puntualmente arrivano le nuvole (ieri anche un po' di pioggia) a calmare un po' l'afa creata dal sole. C'è poco altro da dire per ora per quanto riguarda il mio soggiorno, continuo quindi con un po' di pillole:
  • se l'arsura dovesse recarvi fastidio qui nella Repubblica Dominicana, potete dissetarvi chiedendo della "limonada". E' una bevanda quasi totalmente naturale che vendono in bricchetti di cartone e, vi assicuro, è altamente dissetante, come nessun altra bevanda, esclusa l'acqua, io abbia mai provato.
  • oltre al notevole numero di bus dai paraurti carrozzati che girano su e giù per le strade di Santo Domingo, e sui quali i passeggeri generalmente salgono e scendono al volo, vi capiterà di vedere in giro delle diroccatissime auto dalla cappotta verde o gialla (a giorni alterni), con l'autista che agita lentamente (ovviamente) un braccio fuori dal finestrino. Sono le cosiddette macchine popolari, un metodo di trasporto alternativo ed economico attraverso il quale si riesce ad impiegare una moltitudine di gente. Ogni macchina compie un breve tragitto avanti ed indietro, e finchè c'è posto all'interno (il che non vuol dire "non più di 4 passeggeri...) la gente può salire e compiere il breve tratto per pochi pesos. Ecco così che molta gente si sposta per la città saltando continuamente da una macchina popolare all'altra.
  • un'altra possibilità che si ha per tenere occupati i molti dominicani della capitale è di impiegarli come netturbini; capita allora di incontrare squadre di 3 - 4 spazzini che, ovviamente con molta tranquillità, puliscono le strade della capitale. I lavoratori sono sì dotati di regolare divisa di colore giallo fosforescente, ma la dotazione strumentale si riduce a delle buste nere e una coppia di targhe automobilistiche che vengono usate come scopa e paletta! Eccezionale!
In tema di nettezza urbana, in apertura di post la foto scattata all'esterno della ditta dominicana di appoggio; ditta il cui guardiano è un vecchietto dalle evidenti difficoltà motorie che gira per le vie circostanti armato di torcia e machete lungo una sessantina di cm. E ogni volta che si avvicina per stendere la mano e salutarmi mi mette una certa ansia, anche perchè il suo linguaggio mi risulta poco comprensibile e quindi non riesco a decifrarne le intenzioni.

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